La vellutata di spinaci rappresenta uno dei piatti più eleganti della cucina italiana contemporanea. Questa crema di spinaci setosa e raffinata trasforma un ortaggio umile in una preparazione degna dei migliori ristoranti stellati. Con pochi accorgimenti dello chef, potrete portare in tavola un’entrée che stupirà i vostri ospiti per la sua consistenza vellutata e il suo sapore delicato ma intenso.
Originaria della tradizione contadina del nord Italia, questa zuppa ha conquistato le cucine gourmet grazie alla sua versatilità e alla possibilità di essere arricchita con ingredienti pregiati. Il segreto risiede nella tecnica di preparazione che permette di ottenere una consistenza perfettamente liscia, quasi cremosa, senza l’aggiunta eccessiva di panna.
25
30
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione del brodo
Portate a ebollizione un litro e mezzo di acqua in una pentola capiente. Sciogliete i quattro dadi di brodo vegetale nell’acqua bollente, mescolando con cura fino a completa dissoluzione. Mantenete il brodo caldo a fuoco molto basso durante tutta la preparazione, questo permetterà una migliore amalgamazione con gli spinaci.
2. Preparazione degli scalogni
Pelate gli scalogni eliminando la pellicina esterna e la parte radicale. Tritateli finemente con un coltello affilato, cercando di ottenere pezzi molto piccoli e uniformi. Questa operazione è fondamentale perché gli scalogni devono sciogliersi completamente nella vellutata senza lasciare pezzi percettibili al palato.
3. Soffritta aromatica
In una pentola capiente, versate tre cucchiai di olio extravergine di oliva e fatelo scaldare a fuoco medio. Aggiungete gli scalogni tritati e fateli rosolare dolcemente per circa cinque minuti, mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno. Gli scalogni devono diventare traslucidi e morbidi ma non dorati, altrimenti conferirebbero un sapore troppo intenso alla vellutata. Aggiungete l’aglio in polvere negli ultimi trenta secondi di cottura.
4. Cottura degli spinaci
Aggiungete gli spinaci surgelati direttamente nella pentola con il soffritto. Non è necessario scongelarli preventivamente. Mescolate bene per far amalgamare gli spinaci con l’olio aromatizzato. Coprite con un litro di brodo vegetale caldo e portate a ebollizione. Una volta raggiunto il bollore, abbassate la fiamma a fuoco medio-basso e lasciate cuocere per venti minuti, mescolando occasionalmente. Gli spinaci devono risultare molto teneri e completamente cotti.
5. Frullatura perfetta
Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire la preparazione per cinque minuti. Questo passaggio è importante per evitare schizzi durante la frullatura. Utilizzate un frullatore a immersione e frullate energicamente per almeno tre minuti, muovendo il frullatore in tutte le direzioni per garantire una consistenza omogenea. La vellutata deve risultare perfettamente liscia, senza grumi o filamenti di spinaci visibili. Per un risultato ancora più raffinato, passate la crema attraverso un colino a maglia fine, premendo con il dorso di un mestolo per far passare tutto il liquido.
6. Mantecatura finale
Rimettete la vellutata filtrata nella pentola pulita e riaccendete il fuoco a temperatura bassa. Aggiungete la panna da cucina mescolando delicatamente con una frusta. Incorporate il resto del brodo vegetale poco alla volta fino a raggiungere la consistenza desiderata. La vellutata deve essere fluida ma corposa, capace di ricoprire il dorso di un cucchiaio. Aggiungete la noce moscata, aggiustate di sale e pepe secondo il vostro gusto. Questa fase si chiama mantecatura, ovvero l’operazione che conferisce cremosità e lucidità alla preparazione.
7. Preparazione dei pinoli
In una padella antiaderente senza aggiunta di grassi, tostate i pinoli a fuoco medio per circa tre minuti, scuotendo frequentemente la padella. I pinoli devono assumere un colore dorato uniforme e sprigionare un profumo intenso di nocciola. Fate attenzione perché bruciano facilmente. Una volta pronti, trasferiteli immediatamente in un piatto per fermare la cottura.
8. Impiattamento gourmet
Versate la vellutata ancora calda in ciotole o piatti fondi preriscaldati. Al centro di ogni porzione, disponete due crostini di pane tostato. Cospargete generosamente con il parmigiano reggiano grattugiato e distribuite i pinoli tostati. Come tocco finale dello chef, versate qualche goccia di olio al tartufo bianco sulla superficie della vellutata, creando un disegno decorativo. Completate con un filo di olio extravergine di oliva a crudo e una macinata di pepe nero fresco.
Il trucco dello chef
Per ottenere una vellutata ancora più setosa e professionale, dopo la frullatura potete aggiungere una noce di burro freddo e amalgamare con movimenti circolari. Questo processo, chiamato montare al burro, conferisce brillantezza e una consistenza vellutata incomparabile. Se la vellutata risulta troppo densa, non aggiungete acqua ma solo brodo caldo per mantenere il sapore intenso. Al contrario, se risulta troppo liquida, fatela ridurre a fuoco dolce per qualche minuto. Per una versione ancora più raffinata, potete sostituire metà degli spinaci con foglie di bietola che conferiscono un sapore più delicato. Gli scalogni sono preferibili alle cipolle perché hanno un gusto più dolce e aristocratico, perfetto per una preparazione gourmet. Conservate eventuali avanzi in frigorifero per massimo due giorni in un contenitore ermetico.
Abbinamento enologico raffinato
La vellutata di spinaci richiede un vino bianco di carattere ma non troppo strutturato per non sovrastare la delicatezza del piatto. Un Vermentino di Sardegna rappresenta la scelta ideale grazie alla sua freschezza minerale e alle note erbacee che esaltano il sapore degli spinaci. In alternativa, un Friulano del Collio offre una struttura più piena con sentori di mandorla che dialogano perfettamente con i pinoli tostati.
Per chi preferisce vini più aromatici, un Gewürztraminer dell’Alto Adige crea un contrasto interessante con le sue note speziate che richiamano la noce moscata presente nella ricetta. La temperatura di servizio ideale è di 10-12 gradi. Se avete utilizzato l’olio al tartufo, considerate un vino con maggiore complessità come un Chardonnay affinato in legno che regge il carattere intenso del tartufo.
Informazione in più
La vellutata di spinaci affonda le sue radici nella cucina rinascimentale italiana, quando le corti nobiliari richiedevano preparazioni sempre più raffinate e delicate. Gli spinaci, originari della Persia e introdotti in Europa dagli arabi, divennero rapidamente un ingrediente prediletto per la preparazione di zuppe e creme grazie al loro colore verde brillante considerato simbolo di nobiltà.
Nel corso dei secoli, questa preparazione si è evoluta dalle cucine contadine, dove rappresentava un piatto nutriente ed economico, fino ai ristoranti stellati contemporanei. Il termine vellutata deriva dalla consistenza setosa che ricorda il tessuto di velluto, ottenuta grazie alla tecnica di frullatura e mantecatura perfezionata dalla nouvelle cuisine francese negli anni Settanta.
Oggi la vellutata di spinaci è considerata un classico della cucina italiana moderna, apprezzata per le sue proprietà nutrizionali. Gli spinaci sono ricchi di ferro, vitamine A e C, acido folico e antiossidanti. La preparazione in crema permette di consumare una quantità maggiore di questo ortaggio rispetto alla cottura tradizionale, mantenendo gran parte dei nutrienti. L’aggiunta di panna e olio extravergine favorisce l’assorbimento delle vitamine liposolubili.



