Nel panorama della cucina italiana casalinga, il petto di pollo in padella al vino bianco rappresenta una soluzione perfetta per chi desidera portare in tavola un piatto raffinato senza trascorrere ore ai fornelli. Questa preparazione, apprezzata tanto nelle trattorie quanto nelle case degli italiani, conquista per la sua semplicità esecutiva e per il risultato straordinariamente gustoso.
La carne bianca, spesso considerata asciutta e poco interessante, si trasforma qui in una pietanza succulenta grazie all’impiego sapiente del vino bianco che, evaporando lentamente, rilascia aromi delicati e crea una salsina – salsa leggera e vellutata – capace di esaltare la naturale tenerezza del pollo. Questa ricetta testimonia come la tradizione culinaria italiana privilegi ingredienti semplici e tecniche accessibili per ottenere risultati degni di un ristorante.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dei petti di pollo
Iniziate sciacquando i petti di pollo sotto acqua corrente fredda e asciugateli accuratamente tamponandoli con carta da cucina. Questo passaggio è fondamentale perché l’umidità residua impedirebbe una corretta rosolatura. Appoggiate ogni petto su un tagliere e, con un coltello affilato, eliminate eventuali parti di grasso o nervature visibili. Se i petti risultano particolarmente spessi, potete inciderli orizzontalmente per aprirli a libro, tecnica chiamata farfalla che consente una cottura uniforme. Coprite la carne con pellicola trasparente e battetela delicatamente con un batticarne per uniformare lo spessore a circa 1,5 centimetri. Questa operazione intenerisce le fibre muscolari e garantisce tempi di cottura omogenei.
2. Infarinatura della carne
Versate la farina in un piatto piano capiente. Salate e pepate i petti di pollo su entrambi i lati, regolandovi secondo il vostro gusto personale. Passate ogni petto nella farina, assicurandovi di ricoprirlo completamente ma senza eccedere. Scuotete leggermente la carne per eliminare la farina in eccesso: uno strato troppo spesso brucerebbe durante la cottura creando un sapore amaro. L’infarinatura serve a creare una leggera crosticina dorata che trattiene i succhi all’interno della carne e favorisce l’addensamento della salsa finale. Disponete i petti infarinati su un piatto pulito in attesa della cottura.
3. Rosolatura iniziale
In una padella antiaderente sufficientemente ampia da contenere tutti i petti senza sovrapporli, versate l’olio extravergine di oliva e aggiungete il burro. Accendete il fuoco a intensità media-alta e lasciate scaldare fino a quando il burro sarà completamente sciolto e inizierà a sfrigolare. Schiacciate leggermente gli spicchi d’aglio con il lato della lama del coltello, lasciandoli interi con la buccia, e aggiungeteli all’olio aromatizzato. Fateli dorare per circa un minuto, muovendo la padella per distribuire uniformemente i sapori. Adagiate delicatamente i petti di pollo nella padella calda, facendo attenzione agli schizzi. Lasciateli cuocere senza toccarli per 4-5 minuti: la pazienza in questa fase è fondamentale per ottenere una bella doratura.
4. Cottura e sfumatura al vino
Quando i petti avranno sviluppato una crosticina dorata sul primo lato, girateli delicatamente con una pinza da cucina o una spatola. Cuocete l’altro lato per altri 3-4 minuti mantenendo il fuoco medio-alto. A questo punto, allontanate leggermente la padella dal fuoco e versate il vino bianco in un unico gesto deciso. Questa operazione, chiamata sfumare – aggiungere alcol caldo per dissolvere i residui di cottura – richiede cautela perché il vino potrebbe produrre vapore abbondante. Riportate la padella sul fuoco e lasciate evaporare l’alcol per circa 2 minuti, girando i petti nella salsa che si sta formando. Il vino dissolverà i succhi caramellati sul fondo della padella, creando la base aromatica della vostra salsa.
5. Completamento della cottura
Abbassate la fiamma a intensità media-bassa e aggiungete il brodo di pollo. Coprite la padella con un coperchio leggermente inclinato per permettere al vapore di fuoriuscire parzialmente. Lasciate cuocere per altri 8-10 minuti, girando i petti a metà cottura. Il liquido si ridurrà gradualmente, concentrando i sapori e addensandosi grazie alla farina utilizzata per l’infarinatura. Per verificare la cottura, praticate un piccolo taglio nella parte più spessa del petto: la carne deve risultare bianca e opaca, mai rosata. Se necessario, prolungate la cottura di qualche minuto, aggiungendo un goccio di brodo se il fondo dovesse asciugarsi troppo.
6. Preparazione finale e mantecatura
Quando i petti saranno perfettamente cotti, trasferiteli su un piatto da portata e teneteli al caldo coprendoli con un foglio di alluminio. Eliminate gli spicchi d’aglio dalla padella. Alzate leggermente la fiamma e lasciate ridurre la salsa per 1-2 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno per raschiare tutti i residui saporiti dal fondo. La consistenza ideale è quella di una salsa leggermente vellutata che ricopra il cucchiaio senza essere troppo liquida. Tritate finemente il prezzemolo fresco, lavatelo e asciugatelo prima di tritarlo. Spegnete il fuoco e incorporate il prezzemolo tritato nella salsa, mescolando delicatamente. Rimettete i petti nella padella, rigirandoli nella salsa per insaporirli uniformemente prima di servire.
Il trucco dello chef
Per ottenere un petto di pollo ancora più tenero, potete marinarlo per 30 minuti in una miscela di olio, limone e erbe aromatiche prima della cottura: questa tecnica ammorbidisce le fibre e arricchisce il sapore. Se preferite una salsa più cremosa, aggiungete un cucchiaio di panna fresca negli ultimi minuti di cottura, mescolando bene per amalgamarla. Un trucco professionale consiste nel lasciare riposare la carne per 2-3 minuti dopo la cottura prima di affettarla: questo permette ai succhi di redistribuirsi uniformemente, evitando che fuoriescano al taglio. Per variare il profilo aromatico, potete sostituire il prezzemolo con timo fresco o rosmarino tritato finemente, oppure aggiungere qualche cappero dissalato per un tocco mediterraneo.
Abbinamento enologico perfetto
Il petto di pollo in padella al vino bianco richiede un vino che rispetti la delicatezza della carne bianca senza sovrastarla, ma che al contempo abbia sufficiente struttura per dialogare con la salsa aromatica.
Un Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresenta la scelta ideale: questo vino marchigiano offre freschezza agrumata, note floreali e una piacevole sapidità che esalta i sapori del piatto senza appesantire. In alternativa, un Soave Classico veneto, con il suo profilo elegante e le sue note di mandorla, crea un’armonia perfetta con la tenerezza del pollo. Per chi preferisce vini più aromatici, un Friulano del Collio aggiunge complessità grazie ai suoi sentori di fiori bianchi e frutta a polpa gialla. Servite il vino a una temperatura di 10-12 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche.
Informazione in più
Il petto di pollo in padella al vino bianco affonda le sue radici nella tradizione culinaria del Nord Italia, particolarmente diffuso in Veneto, Friuli e Lombardia, regioni dove l’allevamento avicolo ha sempre rivestito grande importanza economica e gastronomica.
Questa preparazione nasce dall’esigenza delle massaie di valorizzare un taglio di carne considerato magro e potenzialmente asciutto, trasformandolo in un piatto succulento attraverso tecniche di cottura rapide e l’utilizzo di ingredienti locali. Il vino bianco, prodotto abbondante in queste zone vinicole, non serviva solo come bevanda ma diventava elemento culinario fondamentale, capace di intenerire le carni e creare salse profumate senza ricorrere a grassi eccessivi.
Nei ricettari storici italiani del Novecento, questa preparazione compare frequentemente come esempio di cucina borghese – cucina di buon livello ma accessibile – adatta sia ai pranzi familiari domenicali che alle cene infrasettimanali. La tecnica della sfumatura al vino rappresenta uno dei capisaldi della cucina italiana, applicata non solo al pollo ma anche a vitello, pesce e verdure, testimoniando la versatilità e l’intelligenza di un metodo che esalta i sapori naturali degli ingredienti.



